Gruppo ADO

Il gruppo ADO è formato dai ragazzi dalla prima alla terza superiore. Insieme ai propri animatori gli adolescenti cercheranno di approfondire la conoscenza di se stessi, cercheranno di formare un proprio pensiero critico su ciò che contraddistingue le loro giornate e le loro relazioni. Viene loro proposto, infine, il servizio, come atteggiamento che contraddistingue l’identità del cristiano.

Gli animatori metteranno a disposizione il loro tempo per essere testimoni di vita e compagni di viaggio con cui crescere reciprocamente.

Gli adolescenti si ritrovano in piccoli gruppi per condividere il tempo dello studio e la cena, luogo ideale per un dialogo sincero e fertile. Durante l’anno vivranno, inoltre, esperienze comunitarie come il Meeting Diocesano Adolescenti, i campi invernali ed estivi, il canto della stella, e il servizio come animatori durante il Grest estivo.

Tutte le informazioni sui gruppi WhatsApp delle diverse annate. Per info chiama in canonica (tel. 045 686 1071)

C'è posto per te... Meeting 2020

Ogni anno a scandire l’inizio del nuovo anno pastorale per gli adolescenti c’è un evento che coinvolge i giovani di tutta la Diocesi di Verona: il Meeting. Di solito ci si trova tutti insieme nel palazzetto di Verona e si passa la giornata tra spettacolo, Messa, balli e giochi; è un modo per rivedere gli amici conosciuti durante l’estate e iniziare l’anno divertendosi e facendo qualcosa di diverso dal solito.

Quest’anno, a causa della situazione che stiamo vivendo, non si è potuto svolgere questo evento come ogni anno, ma gli organizzatori del Centro Pastorale Adolescenti e Giovani hanno trovato un modo nuovo e sicuro per riuscire a riproporre il Meeting, quest’anno intitolato “C’è posto per te”.

Ci siamo trovati la mattina alle 8.30 alle opere parrocchiali di Domegliara, ci siamo accomodati nel salone e ci siamo collegati online con tutte le parrocchie della nostra Diocesi che hanno partecipato e il CPAG. La mattina è stata dedicata interamente alla visione dello spettacolo che narrava la storia di una famiglia particolare e un anziano che viveva vicino a loro.

Subito dopo, per concludere la mattinata, la Santa Messa tutti insieme e il pranzo. Nel pomeriggio, invece, si è tenuta la sfida tra le varie parrocchie partecipanti. A piccoli gruppi di 10 ci siamo cimentati in vari giochi: piedi in testa, jump-shift-clap-repeat, matite saltellanti e molti altri. Nonostante l’impegno, la voglia di arrivare fino in fondo e la grinta non abbiamo vinto, ma teniamo con noi la gioia dello stare insieme e del divertirsi.

E quindi grazie al CPAG, ai nostri animatori e a don Francesco che ci hanno permesso di vivere questo evento ancora una volta anche se in modo nuovo; ma soprattutto grazie a Dio che non perde occasione per ricordarci che c’è un posto pensato per ognuno di noi.

“Nel cuore e nella mente di Dio c’è un posto per te, [...] un posto singolare; tu sei importante per Dio [..] e se tu gli vorrai bene, ti donerà una mente e un cuore aperti agli altri. Apriamo il cuore e la mente, abbracciando tutti.” (Vescovo Giuseppe)

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Tutto nuovo... per un anno mai visto!

Eh già, mai visto nulla di simile! Come moltissimi avvenimenti di questi ultimi mesi, tanto che lo scorso anno abbiamo lasciato in sospeso tutte le attività per via della quarantena.. Ma dobbiamo ammettere che abbiamo recuperato alla grande con l’attività estiva che abbiamo vissuto dal 15 giugno al 01 agosto. E’ stata un’esperienza di semplice condivisione della quotidianità che mi ha portato ad un pensiero sul nuovo anno che da settembre si apre: “Perché non riprovarci anche durante il tempo della scuola?” . Ovviamente in modo diverso da quello che abbiamo già vissuto durante le vacanze estive.

Sarà un anno diverso perché purtroppo per qualche tempo ancora non potremo fare i classici incontri adolescenti come abbiamo sempre fatto e dovremo lasciare in disparte il desiderio di ritrovarci tutti quanti insieme. Però non possiamo rinunciare a trovarci per raccontarci le nostre settimane e condividere la preghiera e la nostra fede e così crescere nella conoscenza di chi è Gesù per noi. Per questo sarà tutto nuovo anche nei modi di stare tra di noi, in piccoli gruppi, per un tempo più prolungato come un pomeriggio, una cena insieme e poi un piccolo momento di catechesi o preghiera. Queste ultime due ci contraddistinguono - catechesi e preghiera - perché il nostro centro è il Signore Gesù e desideriamo imparare a conoscerlo come qualcuno di importante per noi.

Questo è solo l’inizio di quello che ci aspetterà e forse è anche più interessante del solito! Alla fine, a bassa voce, possiamo dire che il virus ci ha aiutato a fare dei cambiamenti insperati. Non ci ha sconfitti, ci ha fatti crescere e ideare nuovi modi per stare insieme e vivere la fede.

In mezzo a tutte queste idee e desideri, abbiamo una data di inizio certa - Domenica 27 settembre - giorno in cui vivremo il meeting adolescenti (ovviamente non come gli anni passati, perché non possiamo ritrovarci in 4000 persone al palazzetto dello sport di Verona). Passeremo la giornata in parrocchia, collegati on-line con il centro di pastorale giovanile. Sarà il nostro trampolino di lancio per questo nuovo anno che si apre davanti a noi con una sola certezza: lo vivremo in modo nuovo, ma insieme.

Allora segnarsi in agenda il primo appuntamento: Domenica 27 settembre MEETING ADOLESCENTI.. Tenersi pronti che vedremo cose mai viste!

EstADO 3.0

Quella che abbiamo vissuto è un’estate un po’ diversa dalle altre: non ci sono stati campiscuola, né grest e nemmeno le solite attività che venivano proposte. È stata un’estate di cambiamenti nella quale ci è stato chiesto di reinventarci. Ed ecco che è nato ESTADO 3.0, un’esperienza per i nostri adolescenti dell’Unità Pastorale.

70 ragazzi delle nostre comunità a gruppi di 10, accompagnati da don Francesco e alcuni animatori, si sono alternati per tutto il mese di giugno e luglio per vivere un’esperienza di fede, quotidianità e servizio.

I ragazzi per due giorni e mezzo si sono ritrovati insieme negli spazi parrocchiali per condividere la quotidianità e mettersi al servizio dei più piccoli in un modo diverso. Infatti, hanno preparato materiale vario (giochi, lavoretti, video della preghiera, balletti) che potesse essere utile alle famiglie per far vivere ai propri figli un grest a distanza. Si iniziava la mattina alle 9 con un momento di accoglienza, una piccola colazione e un momento di preghiera per iniziare al meglio la giornata. Era poi il momento dei laboratori in cui ogni ragazzo ha messo a disposizione i propri talenti e le proprie capacità per creare giochi, balli o lavoretti per i più piccoli superando anche la timidezza e gli ostacoli che si ponevano di fronte. A mezzogiorno arrivava l’ora di pranzare e poi si viveva un tempo di riposo durante il quale molte sono state le chiacchierate e le sfide ai vari giochi. Verso le 15 poi arrivava il momento di rimettersi in gioco per creare dei nuovi contenuti per le nostre famiglie. Dopo la merenda, infine, vi era un momento più riflessivo dove i ragazzi erano chiamati a soffermarsi sulla propria vita, la propria quotidianità grazie a dinamiche diverse.

È stata un’occasione per tutti di rivedersi, riallacciare i rapporti dopo tutti i mesi di quarantena e vivere insieme dei momenti semplici ma speciali. È stata un’esperienza fatta di risate, giochi e scherzi vissuta nella semplicità della vita quotidiana, nella quale non sono mancati momenti di riflessione e condivisione.

Come animatori siamo stati molto contenti dell’esperienza fatta perché ci ha permesso di vivere con i ragazzi nella loro quotidianità, permettendo di andare più a fondo nella relazione con loro e cercando di testimoniare come anche nella quotidianità e nella semplicità sia possibile vivere bene la propria relazione con Gesù. L’obiettivo di questa esperienza è stato proprio quello di creare maggiore relazione con i nostri ragazzi condividendo con loro il nostro tempo, proprio come facevano i primi cristiani.  “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.” (Atti 2, 42)

Sicuramente questo è stato un tempo di grazia nel quale sono stati seminati vari semi che porteranno frutto per vivere al meglio l’anno che sta per iniziare.

Grazie ai nostri adolescenti che hanno deciso di mettersi in gioco, di vivere le loro giornate in un modo diverso dal solito, mettendosi al servizio dei più piccoli e dell’intera Comunità.

E infine, un augurio per tutti i nostri ragazzi. “Voi siete l’oggi di Dio, l’oggi della Chiesa. La Chiesa ha bisogno di voi per essere pienamente se stessa. Non lasciate che altri siano i protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno futuro!” (Papa Francesco).

Alla scoperta di un nuovo volto di Chiesa

“Cosa non ti piace della Chiesa cattolica?”: questa è la domanda con cui i 230 adolescenti della nostra vicaria della Valpolicella sono stati introdotti al camposcuola invernale vissuto a Roma. Dal 27 al 30 dicembre, infatti, 60 adolescenti della nostra Unità Pastorale tra i 14 e i 16 anni accompagnati da noi animatori e da don Francesco hanno vissuto dei giorni a Roma e dintorni dove hanno potuto fare esperienza e toccare con mano la vita di fede di alcuni testimoni cristiani dei nostri giorni e non solo. L’obiettivo che ci si era posti era abbattere i pregiudizi e le stereotipie che i ragazzi hanno sul mondo cattolico per presentare loro un nuovo volto, il vero volto, di fede. Per poter raggiungere questo obiettivo era necessario partire dalle loro opinioni e per questo si è strutturata un’attività che portasse i ragazzi a mettere sotto accusa la Chiesa riguardo i temi più dibattuti: gli stipendi dei sacerdoti, la pedofilia, i beni materiali della Chiesa.

Dalla prima sera si è poi ripartiti, per poter costruire una nuova immagine di Chiesa, dalla testimonianza di Gigi de Palo. Gigi è l’attuale presidente nazionale del Forum Associazioni Familiari, è sposato con Anna Chiara e hanno cinque figli. La sua figura si è fatta testimonianza per i ragazzi della Chiesa come famiglia. In modo spontaneo e anche divertente Gigi ha raccontato la meraviglia di essere marito e moglie, nonché famiglia cristiana. Non ha presentato la sua vita come rose e fiori, ma ha parlato di una vita segnata dalla fatica, dalle difficoltà: una vita simile a quella di molti dei nostri ragazzi, oltre che nostra. Il suo racconto autentico ha descritto la bellezza di essere famiglia cristiana e proprio quella famiglia, nel momento della sera quando sono tutti insieme, viene chiamata da Gigi stesso il suo “piccolo pezzo di Paradiso”.

Un piccolo pezzo di Paradiso l’abbiamo trovato anche nella comunità di Nuovi Orizzonti a Frosinone, dove la parola che ha aleggiato nell’aria e ci ha accompagnati è stata amore. Nella vita le nostre difficoltà possono intrappolarci, rinchiuderci in un vortice dal quale non riusciamo ad uscire: ci sentiamo soli, sentiamo che nessuno possa realmente comprendere il nostro dolore e cerchiamo degli idoli che possano colmare quel vuoto che sentiamo dentro. Ma l’idolo ci inganna perché ci porta a volere sempre di più, a non accontentarci e ci fa sentire ancora più soli. Ma non siamo soli, se glielo lasciamo fare Gesù è pronto a salvarci, cammina a fianco a noi e guarisce le nostre ferite per portarci a vita nuova.

Di difficoltà nella vita ne sapeva qualcosa anche Chiara Corbella Petrillo, una ragazza morta nel 2012 che è stata presentata anche da papa Francesco come una santa dei giorni nostri. Grazie alla testimonianza di padre Vito, sua guida spirituale, ci è stata presentata una figura che anche nella malattia e nel dolore, appoggiandosi a Cristo, è riuscita a non arrendersi e a dare testimonianza di quanto sia stupenda la vita. Chiara ci insegna a rivolgersi a Gesù come un amico, ci insegna ad affidarci a Lui anche nelle situazioni peggiori perché l’amore che ci dà ci porta a vivere nonostante tutte le fatiche con serenità e gioia, perché anche nella sofferenza ci si può aprire alla Luce.

Ma la Chiesa non è fatta solo di famiglia, carità e santità; è fatta anche di persone, è una comunità. Dopo un’intensa, oltre che movimentata, attività di orienteering per le vie di Roma, siamo giunti a Città del Vaticano dove abbiamo ascoltato l’Angelus del papa e abbiamo celebrato l’Eucaristia con il Cardinal Angelo Comastri che ci ha anche voluto incontrare personalmente e ci ha mostrato un’immagine di Chiesa accogliente e  attenta al prossimo, proprio la Chiesa che descrive Madre Teresa di Calcutta che il cardinale ha conosciuto personalmente.

La città di Roma, così come la nostra Chiesa, è ricca di storia e per questo l’ultimo giorno abbiamo visitato le catacombe di San Callisto e di San Sebastiano. Abbiamo fatto un salto nel tempo percorrendo gli stretti cunicoli e osservando le tombe di quelle persone che hanno creduto fino in fono alla Parola di Dio e hanno dato la loro vita per annunciare il Vangelo e la vita di Gesù, i martiri. Come ci ha ricordato la nostra guida, riprendendo le parole di papa Francesco, non dobbiamo dimenticarci del passato, delle persone che hanno dato la loro vita per il Vangelo perché anche oggi ci sono tantissime persone al mondo che pagano a caro prezzo la loro fede.

“E andremo e annunceremo che in Lui tutto è possibile, e andremo e annunceremo che nulla ci può vincere. Perché abbiamo udito le Sue Parole perché abbiam veduto vite cambiare, perché abbiamo visto l’amore vincere”: e adesso tocca a noi, è il nostro turno di annunciare quello che abbiamo visto e le emozioni che abbiamo provato per far sì che i semi che sono stati seminati portino frutto.

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Meeting Adolescenti... Ti cerco, mi trovi!

Il Meeting degli adolescenti è uno degli appuntamenti storici della Diocesi di Verona. È il più grande raduno di adolescenti e giovani provenienti da tutta la provincia e da alcune parrocchie del Lago Bresciano. Nato in origine come momento di ritrovo dopo le esperienze e i campi estivi, è divenuto col passare degli anni anche l'evento che inaugura e lancia il nuovo anno pastorale. È una grande festa, unica nel suo genere, fuori dagli schemi e dalle consuetudini, dall'ordinario. Insomma una festa… a modo nostro! Ma è soprattutto un’occasione importante per i ragazzi che, assieme ai loro animatori, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, possono fare esperienza di una Chiesa giovane e viva, che si riunisce per celebrare Gesù Cristo nell'Eucaristia.

Nel corso della giornata si alternano provocazioni animate, musica live, riflessioni e momenti di catechesi. Immancabile la presenza degli N-joy, il gruppo di animazione che da anni ci accompagna in quest’avventura.

Come Unità Pastorale di Domegliara e Sant’Ambrogio abbiamo partecipato con i nostri 40 ragazzi insieme alle altre parrocchie della Valpolicella formando un gruppo di circa 300 adolescenti… un numero straordinario! Il meeting di quest’anno aveva l’intento di provocare i ragazzi sul tema della ricerca di Dio Padre. Attraverso una rappresentazione teatrale abbiamo conosciuto due giovani nostri coetanei che si scoprono fratelli e che hanno come desiderio comune la ricerca del proprio padre. Dopo numerose vicende e incontri importanti, che li rendono sempre più desiderosi di questo incontro, giungono a un punto in cui i loro sforzi sembrano inutili e la loro speranza svanisce. Però, quando ormai tutto sembra perduto, durante un concorso a cui partecipano, scoprono che il regista è il loro padre. Trovano un padre amorevole, che non ha mai smesso di cercarli e amarli. Un padre che, nonostante la lontananza, non ha mai smesso, con i suoi sforzi, di riportarli a sé, di trovarli. Un padre che ha sempre creduto nei suoi figli, sebbene questi avessero perso la speranza di trovarlo. Così è Dio un Padre che ama ognuno di noi come un figlio prediletto!

C'è ancora spazio per noi giovani?

È ancora possibile credere per noi giovani? Che senso ha per i nostri adolescenti conoscere Gesù?

Sono semplici domande che si sentono spesso e che sono tanto vere quanto drammatiche, soprattutto per me giovane prete di 26 anni che mi ritengo fare parte della categoria giovanile. Vi dico “Sì, è possibile!” anche se non è semplice, infatti i nostri ragazzi sono molto attenti a quello che si dice loro e anche come ci comportiamo noi “più grandi” cogliendo immediatamente la bellezza. Questa loro attenzione ci chiede due impegni: il primo, di saper raccontare loro chi è Gesù per noi preti, animatori, parrocchiani… è solo un ideale? Una filosofia? O è una persona, il Figlio di Dio Padre che ci ama infinitamente? Il secondo impegno è di testimoniare la nostra fede in Gesù anche con il nostro modo di vivere.

In questo orizzonte con gli animatori abbiamo pensato che i gruppi adolescenti di 1°, 2° e 3° superiore proseguiranno in cammino iniziato gli anni scorsi con l’attenzione che sia un tempo in cui fare esperienza della bellezza della fede e di conoscenza di Gesù; è un cammino intenso ed esplicito perché il nostro primo strumento è il Vangelo. Sappiamo che l’adolescenza è il tempo delle contraddizioni ma anche delle emozioni, passioni ma è anche il tempo in cui si vive lo stupore dell’amore; ecco perché è importante annunciare il Vangelo, per rimanere stupiti da Dio che è Amore.

Abbiamo in cantiere e inizieremo a metà novembre il nuovo percorso con i 17/18enni, non saranno i “soliti” incontri adolescenti… niente a che vedere! Bisognerà uscire allo scoperto e non aver paura di raccontarsi o anche solo esprimere le proprie convinzioni o dubbi. Ci incontreremo il venerdì per un tempo un po' più rilassato con la cena e il tempo dell’incontro. È un percorso tutto nuovo, è un’occasione per prendere in mano la propria fede (magari un po' impolverata) e farla diventare fondamento della nostra vita, perché in fondo conoscere e sperimentare che Dio è Padre tocca qualche angolo nascosto del nostro cuore.

Per i giovani dai 18 anni in su ci sono gli incontri “Why not me? (Perché non me?) saranno 6 appuntamenti per leggere la propria vita alla luce della Parola e riconoscersi destinatari di quella chiamata alla pienezza di Vita che il Signore rivolge a ciascuno.

Come da tradizione ci saranno gli incontri chierichetti, il percorso della terza media post-cresima, il campo invernale adolescenti a Roma dal 27 al 30 dicembre, il ritiro della cresima ad Assisi dal 2 al 4 gennaio 2020… Insomma direi che, smentendo il titolo, lo spazio e le attività per noi ragazzi sono abbondanti; tutto questo senza aver preso in considerazione l’estate! Non resta che iniziare!

don Francesco Facchinetti

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