Quattro anni con voi! Saluto don Damiano Fiorio

È difficile concentrare in poche righe tutto quello che mi verrebbe da dire in questo momento. Emozioni, pensieri, riflessioni si affollano nella mente e nel cuore e non riescono a tradursi in parole.
Provo a ripetere quanto sto dicendo a chi sto incontrando in questi giorni, tentando di rispondere alla domanda "come stai?". Innanzitutto, sto bene e sono contento. Ho accolto la richiesta del vescovo in obbedienza per rispondere in modo concreto e vero a quella promessa fatta il giorno della mia ordinazione: "Prometti me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza" (dal rituale dell'ordinazione).
Andare nella comunità parrocchiale di Lonato è la risposta a quella chiamata che mi chiede di non fermarmi a quello che vuoi, ma confidare che quello che Vuole Lui è il luogo nel quale riscoprire d'essere amato da quello Amore che mi ha originato nella mia vocazione. Questo però non mi risparmia dal vivere questo momento con una grande tristezza nel cuore. Voi siete stati per me questo immenso dono che il Signore mi ha concesso giorno dopo giorno, in questi quattro anni. Non c'è stato un solo attimo di questo periodo nel quale Dio mi abbia privato di questo dono. Qui con voi nell'Unità Pastorale Santa-Dome e in particolare nella zona in cui ho vissuto, sono cresciuto in umanità, in capacità di accogliere, nell'incontro profondo con il Signore. E voglio innanzitutto chiedere scusa a Dio e a voi per tutte le volte che ho dato per scontato questo dono, dimenticandone la gratuità, quando ho fatto prevalere il mio carattere, quando mi sono concentrato più sulla meta che sulla strada e sulla bellezza di percorrerla insieme, quando non sono riuscito a tenere il passo di tutti, quando ho preteso anziché atteso, quando ho taciuto quando dovevo parlare e quando ho parlato e dovevo tacere, quando, accecato dall'entusiasmo di alcuni, ho trascurato la timidezza di altri e per tutte le volte che ho risposto con la permalosità. Ma soprattutto voglio ringraziare Dio e ciascuno di voi per tutto ciò che ho ricevuto. Arrivando in questa Comunità Parrocchiale ho imparato a mettere, almeno a provarci, il Signore per primo, ad affidarmi a Lui a scegliere la strada che porta a incontrarlo di più e a farlo conoscere. In questi anni mi sono sentito come l'argilla in mano al Vasaio, pronto a lasciarsi modellare come a Lui piace, certo molto spesso si crede di avere la forma adeguata, ma il Signore va ben oltre.
Costruire relazioni in questi anni è stata una bellissima avventura e in questi giorni di scatoloni e di traslochi la sto gustando fino in fondo quando camminando per strada si
incontra gli sguardi di chi hai confessato, o con cui hai parlato oppure benedetto la casa o semplicemente incontrato in quel luogo… e nasce un saluto. Costruire famiglia vuol dire sentirsi a casa, ed è questo che sento in questi giorni. Desidero soprattutto dire grazie al Signore della fiducia mi avete dato permettendomi di sostare qualche istante nel sacrario del vostro cuore attraverso i colloqui, le confessioni, gli abbracci, le lacrime di gioia e quelle di dolore, le domande, i dubbi, i desideri e i sogni.
E un grazie speciale va sicuramente ai sacerdoti con cui abbiamo condiviso la vita in canonica e nella nostra Unità Pastorale.
Questi anni hanno segnato la mia vita di prete imparando ad esserlo sempre di più anche nei momenti più strani come gli anni della pandemia, nei quali siamo entrati nelle
vostre case in un modo unico. Sono arrivato qui facendo la Volontà del Signore e riparto con il cuore gonfio di gratitudine per gli anni trascorsi assieme, sempre cercando la Volontà del Signore.
Grazie ancora di tutto e buon cammino!