Iniziamo con la gioia del Signore! Presentazione di don Marco Accordini

Sono don Marco Accordini e credo che la miglior frase per presentarmi provenga dal Vangelo di Matteo: "Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo". Perché porta in sé tutti i fattori che ritraggono la mia personalità da prete e da giovane 30enne che vive la società di oggi.
Lungo la mia adolescenza vissuta a Pescantina, ho potuto conoscere tante persone che mi hanno fatto scoprire e amare il "donarsi" e lo "stare insieme". Tante relazioni che sono divenute il "campo del regno" dove ho scoperto il tesoro della vocazione. Di ciò che è fatto per me. Di ciò che desidero e amo veramente. È grazie a quel campo fatto di volti e di amicizie che ho scoperto e assaporato la grande fiducia di Dio in ciò che sono: nei miei pregi e nei miei limiti. Chi mi conosce sa bene che la gioia è una delle mie caratteristiche più evidenti e che proviene da una serenità interiore trasmessa da tante persone che mi vogliono bene. Anzitutto dalla mia famiglia, i miei altri tre fratelli, mia
mamma e mio papà. Siamo diversi, facciamo lavori diversi, ma ci vogliamo bene. E Sappiamo di esserci gli uni per gli altri. Poi, in questi ultimi anni ho sentito fondamentali i
miei confratelli preti, sia della classe di ordinazione (2018) sia tutti coloro che si stanno mettendo a disposizione nella nostra chiesa di Verona. E ancora, i miei amici, quelli di
sempre, con i quali non si condivide più una quotidianità, ma che sono relazioni così profonde che non potranno essere mai più dimenticate. E infine, le tante persone incontrate lungo il cammino che mi hanno fatto assaporare l'eternità perché sono state vissute in Cristo. Come arrivo? Con il cuore grato. Per ciò che è stato: per aver visto a Bussolengo durante questa estate uno spiraglio di novità e di speranza per i giovani dopo questi anni bui.
Grato al Signore anche per essere stato mandato "tra la mia gente", nella Valpolicella, tra i giovani, con due confratelli con i quali avevo già un buon rapporto prima ancora di condividere scopi pastorali.

Grazie in anticipo della vostra
accoglienza e ospitalità.